Vivere a Szeged (in Ungheria)

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Il mio Erasmus in Ungheria

L’Università di Szeged, o meglio conosciuta come Szegedi Tudományegetem, è una delle università convenzionate con quella di Basilicata per cui, tra gli altri, gli studenti di informatica possono sceglierla per un periodo di studi all’estero, grazie al programma Erasmus+.
Il programma Erasmus+ è finanziato dalla comunità europea da la possibilità agli studenti del territorio di studiare in una delle altre nazioni, mettendosi a confronto con culture, lingue e sistemi didattici diversi.
Seppur l’obbiettivo fondamentale di un periodo di studi sia quello di dare gli esami previsti dal proprio Learning Agreement, un documento in cui lo studente elenca gli esami che intende fare all’estero, e le due università confermano la fattibilità, non è da trascurare l’opportunità di scoprire la città/nazione dove ci si reca. Si può infatti approfittare per apprendere la lingua locale – in questo caso l’ungherese che è completamente diversa sia dalle lingue neo-romanze che dall’inglese -, si può approfittare anche per visitare luoghi di interesse turistico, ci si può confrontare sulla cultura con i coetanei del posto.
Partecipare al programma Erasmus non è semplice, infatti oltre al procedimento selettivo che l’università applica per poter lasciar andare i propri studenti altrove, non può mancare un iter burocratico da esaurimento che inizia dal momento in cui si decide di fare la domanda per partecipare e si conclude soltanto dopo che l’università ha convalidato gli esami svolti all’estero.
Spesso gli esami in altre nazioni non corrispondono a fatto a quelli della propria università né per nome né per numero di crediti, per questo bisogna trovare quell’esame che a grandi linee fornisca le stesse nozioni dell’esame che si vuole sostituire.
Da notare poi come nonostante Szeged sia davvero una città universitaria multiculturale dove vengono ospitati diverse centinaia di studenti Erasmus ogni semestre, non tutti i corsi sono in lingua inglese – Molti professori neppure lo sanno l’inglese -.
Così dal mio punto di vista studiare a Szeged si è trasformato principalmente in studiarmi a casa libri di centinaia e centinaia di pagine in inglese e poi andare a fare gli esami; ma quando avevo qualche dubbio ho sempre chiesto chiarimenti via email ai professori.
Questa cosa da una parte, per le mie abitudini, mi è stata molto comoda, e comunque studiare da libri in inglese ha migliorato la mia padronanza della lingua, tuttavia, mi ha limitato molto a restare in casa e non stare in classe con altri ragazzi. Questa è stata la mia esperienza, ma non per gli altri che hanno scelto corsi in cui i professori sono stati più disposti magari a fare lezioni private.
Per un Erasmus a Szeged, l’inglese è la base, ma meglio cimentarsi anche con quella strana lingua chiamata ungherese, o meglio Magyar.
Fare gli esami in inglese, sia scritti che orali è stata una bella prova e non solo per verificare le mie conoscenze della materia, ma anche per dimostrare a me stesso di poter sostenere sia un esame scritto, che un colloquio orale.

 

La città di Szeged

A due ore di treno da Budapest (170 Km), la famosa capitale ungherese, sulla Grande Pianura Meridionale, nella provincia di Csongrád, su una superficie di poco più di 280 mila chilometri quadrati, si estende la città di Szeged, in italiano nota come Seghedino.
A 75 metri sul livello del mare, la città è attraversata dall’imponente fiume Tibisco, noto come Tisza, che divide la città in due: la parte storica dove ci sono, tra le altre cose, le sedi universitarie, e la parte nuova chiamata Újszeged; queste due sono collegati da due ponti attraversabili sia a piedi che con i mezzi, ma anche in auto.
Szeged è la terza città più grande dell’Ungheria che nel 2014 ospitava più di 161.000 abitanti.
L’importanza dell’università di Szeged fa si che la città sia principalmente abitata da giovani e visto l’alto numero di ragazzi che si dirigono a Szeged per studiare, c’è anche un grande business su tutto ciò che può servire agli studenti stranieri, come tariffe telefoniche dedicate, convenzioni commerciali eccetera.
La città è dotata da un’ottima rete di tram, ma anche di bus ed oltre ad essere vicina all’autostrada, ha anche una stazione ferroviaria di tutto rispetto.
La vita si concentra principalmente nel centro, dove a pochi metri dalla sede centrale dell’università si trovano un centro commerciale semi aperto con il supermercato Coop, un Burger King che però chiude presto la sera ed una libreria.
Dal fronte opposto, attraversando la strada, c’è il corso con tutti locali e piccoli negozi, fino a raggiungere, attraversando un’altra strada, la villa principale.
In queste ville vengono spesso organizzate saghe e mercatini in un’atmosfera molto particolare.
Altri punti in cui vengono allestite feste e mercati sono davanti l’imponente cattedrale di Nostra Signora d’Ungheria, finita nel 1930 con uno stile neo-romanico e due torri alte ben 91 metri, oppure sulle rive del Tisza dove c’è un corso che fiancheggia la sponda settentrionale, ai piedi del museo.
Ad eccezione dell’occorrenza di qualche festa, le serate nella città di Szeged non sono il massimo. Oltre al fatto che molti locali chiudono presto, ci sono si discoteche che restano aperte tutta la notte e tal volta anche non insonorizzate, ma camminando per le strade si può osservare il degrado più totale.
Ragazzi e ragazze che bevono alcol in grandissima quantità come se non esistesse un domani. E non aggiungo altri particolari!
Vivere in affitto al centro ha tutti i suoi confort, ma è al quanto costoso.
Altro aspetto che caratterizza la vita e Szeged sono gli alti livelli di sicurezza, o almeno, l’elevata presenza di forse di polizia, davanti alla maggior parte dei supermercati e negozi; nonché il costante suono delle sirene delle forze dell’ordine in azione.
Ci hanno raccontato che anche per un minimo litigio, intervengono le forze dell’ordine e se necessario anche la scientifica.
Da questo punto di vista, c’è poco da scherzarci. È garantita la sicurezza, ma tutta questa presenza di forze di polizia, mette molta ansia.
Pur facente parte dell’Unione Europea l’Ungheria ha deciso di utilizzare una moneta propria, ovvero il fiorino ungherese (HUF). Un euro equivale più o meno a 300 fiorini ungheresi. Se siete in viaggio in questa nazione conviene più delle volte pagare con carta di credito. Infatti a seconda dell’attività commerciale può essere applicato un cambio nettamente diverso; prelevare in banca oltre ad comportare un cambio basso prevede dei costi aggiuntivi pertanto non è conveniente.
Gli abitanti natii di Szeged e di tutta l’Ungheria hanno un aspetto molto triste e sofferente dovuto a ragioni storiche quando erano governati dai russi che tuttavia, pur imponendo regole rigidissime, hanno favorito la costruzione di palazzi, attività commerciali e dato lavoro a quante più persone possibili.
Poiché la città è tutta pianeggiante, tranne una piccola collina che si può trovare nella parte industriale, in giro ci sono quasi più bici che macchine. I ciclisti hanno le corsie riservate a fianco ai marciapiedi e zone in cui è vietato circolare in bici. Mentre camminate sul marciapiedi sicuramente vi capiterà di sentire il suono del campanello di qualche bicicletta che vi sta per investire se non vi spostate.
Davanti la grande biblioteca è possibile affittare una bicicletta per chi non ne fosse in possesso o non ce l’ha a disposizione in quel momento.
La grande biblioteca è un’imponente struttura dove gli studenti si incontrano per studiare in tranquillità. Ampio spiazzale all’entrata e ampio atrio subito dopo la porta girevole. Sulla sinistra appena si entra si trovano dei tavoli dove ci si può posizionare per studiare, o sfruttare un po’ di internet. Sulla destra un bar e poi frontalmente la reception e i tornelli.
Sempre sulla sinistra poi, dietro i tavoli ci sono gli armadietti dove poter lasciare la propria roba, dal momento che per passare i tornelli bisogna praticamente lasciare tutto, si può portare solo quaderni, computer e penne; zaini e giubbotti vanno lasciati. Gli armadietti si chiudono e riaprono utilizzando la propria student card.
Ci sono poi anche aule per le facoltà umanistiche e sale riunioni.

 

Mangiare ungherese

Considerando la massiccia presenza di fast-food come il Mc Donald’s, a pochi metri dalla villa principale, la loro alimentazione si basa principalmente su hamburger, patatine fritte e l’unica alternativa alla birra è la coca cola.
Tutto ciò favorito dal basso prezzo della birra e talvolta anche da “offerte” che ne favoriscono ulteriormente il consumo, come ad esempio in un bar se prendi cinque boccali di birra, uno te lo regalano.
L’acqua costa, mentre coca cola e birra sono alla portata di tutti.
Camminando tra le strade poi, non si può non notare l’odore della cipolla ovunque.
La maggior parte dei piatti sono a base di cipolla, o a volte a base di aglio.
Se la cipolla non è il vostro forte, vi sconsiglio assolutamente di passare per l’Ungheria.
Nei ristoranti/locali – e ne abbiamo provati davvero tanti -, i panini/hamburger non mancano mai! Altro alimento principale nella dieta ungherese pare essere il pollo e dal KFC al centro commerciale Arkad ce ne sono per tutti i gusti.
I piatti tradizionali sono però le zuppe, il Gulash in particolare, accostato da carne di vitello, cipolla e paprika.
L’Ungheria è riconosciuta anche per il buonissimo salame ungherese e per la paprika, per la quale a Szeged durante l’inverno fanno anche una saga dedicata.
Alcuni ristoranti cercano di arricchire i loro menu anche con qualche primo piatto un po’ più occidentale, ma cucinare la pasta non è il loro forte.
Si tratta spesso di insalate di paste, perché mettono principalmente condimento e poca pasta.
Difronte la villa c’è un locale ben servito e dove il cibo è di ottima qualità, compresa la pasta.
Altro locale che mi ha sorpreso è il John Bull Pub con la zuppa più buona che abbia mai assaggiato, nota come Zuppa Thai, a base di pesce.
Se volete davvero gustarvi un hamburger a misura, non dimenticate di recarvi al Kapca Cafè, un po’ distante dal centro, ma ne vale la pena.
Mangiare in questi locali, senza abbuffarsi è spesso economicamente più conveniente di cucinare in casa, soprattutto se si vuole imitare i pranzi dell’Italia del sud. Si consideri che la pasta (Barilla) viene importata e quindi ha un prezzo che è quasi il doppio.
La pizza italiana, ad eccezione di uno/due locali aperti da italiani, ve la dimenticherete. Anche perché gli ingredienti di lì sono diversi quindi è impossibile se non importandoli direttamente dall’Italia, ottenere gli stessi gusti.
Nulla da dire, anzi tutto da complimentarsi sulla bravura degli ungheresi nella preparazione di dolci e dessert.

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